Quanto tempo ci vuole per diventare bravi con le arti marziali?

quanto tempo serve per imparare le arti marziali?

 

Dopo l’articolo in cui ho trattato le 5 domande che i principianti mi pongono più spesso ora mi voglio occupare del quesito che troviamo al sesto posto in classifica.

Per questa domanda ho deciso di dedicare un articolo intero perché fino ad adesso non avevo ancora approfondito su Guerriero Efficace quanto tempo occorre per imparare un’arte marziale.

Questa è una domanda a cui su internet hanno cercato di dare risposta in molti ma in maniera piuttosto fumosa e a volte con riferimento ad una singola arte o con il solo scopo di marketing come per esempio gli slogan di certi corsi di difesa personale che promettono di insegnarti l’autodifesa in poche lezioni.

Ho deciso quindi di fare qualcosa di diverso non solo fornendoti un quadro generale ma anche dandoti un po’ di numeri.

Come base di partenza ho deciso di analizzare l’esempio di un allievo il più simile possibile a chi mi scrive per pormi questa domanda.

Ho scelto quindi il caso di un uomo di età compresa tra i 20 e i 35 anni, senza nessuna esperienza marziale precedente, che ha già praticato sport in passato e che si trova in una buona forma fisica.

Immaginando quindi che questa persona voglia partire da zero con un’arte marziale (che può essere uno stile tradizionale, uno sport da combattimento o un sistema di difesa personale) ti mostrerò quanto tempo le servirà per diventare davvero brava.

Per completezza poi una volta conclusa questa prima analisi ti darò anche dei parametri per cercare di ricomprendere altre casistiche non solo relativamente a età e livelli di forma fisica differenti ma anche relativamente ad eventuali predisposizioni o esperienze precedenti simili che possono velocizzare la fase di apprendimento.

Ovviamente questi numeri sono su base statistica per cui non possono adattarsi al 100% dei casi ma dato che ho lavorato dal vivo con qualche migliaio di persone e con diverse centinaia ho lavorato anche in modo molto approfondito posso dirti che ho le idee abbastanza chiare sui tempi che servono per raggiungere dei risultati.

Nello specifico le cifre che ti fornirò calzavano a pennello per oltre il 90 % dei praticanti che ho incontrato.

 

 

Arti diverse, tempi diversi

 

Come ben saprai esistono arti marziali molto diverse tra di loro.

Se pensi per esempio al pugilato, dove si usano solo percussioni di pugno, o al judo, dove si studiano quasi esclusivamente tecniche per buttare a terra l’avversario, non dovrebbe esserti difficile immaginare che per padroneggiare arti diverse in molti casi servono abilità completamente differenti.

Per fornirti uno schema che ti permetta di analizzare ogni arte marziale abbiamo quindi bisogno di scomporre le varie arti per tipologie di abilità.

Per cui fatta questa veloce premessa eccoti qui un breve elenco delle 21 abilità principali e qualche esempio di arti in cui le puoi ritrovare:

 

  1. calici base (Karate, Kick Boxing, Muay Thai, ecc.)
  2. calici acrobatici (Taekwondo, Shaolin, Karate acrobatico, Wu Shu, Viet Vo Dao, ecc.)
  3. combattimento di calci (MMA, Sanda, Difesa Personale, Muay Thai, Kickboxing, Taekwondo, ecc.)

 

  1. pugilato di base (Boxe, MMA, Sanda, Kickboxing, ecc.)
  2. pugilato complesso (Panantucan, Silat, MMA, Difesa Personale, ecc.)
  3. combattimento di braccia (Pugilato, MMA, Kickboxing, Full Contact, Difesa Personale, ecc.)

 

  1. tecniche di lotta di braccia (Wing Chun, Trapping, Tai Chi, Jijutsu, Arti Marziali storiche Italiane ecc.)
  2. lotta libera di braccia (Wing Chun, Tai Chi, ecc.)

 

  1. lotta libera in piedi con percussioni (MMA, Difesa Personale, k1, Shooto, ecc.)
  2. lotta libera in piedi senza percussioni (Judo, Sambo, Brazilian Jiu Jitsu, Wrestilng, Lotta greco-romana ecc.)
  3. lotta libera in piedi mista (MMA, Vale Tudo, Difesa Personale, ecc.)

 

  1. Lotta libera a terra con percussioni (MMA, Difesa Personale, Silat, ecc.)
  2. Lotta libera a terra senza percussioni (Brazilian Jiu Jitsu, Shooto, Judo, Submission, ecc.)

 

  1. Tecniche armate semplici (bastoni corti e lunghi)
  2. Combattimento armato semplice (scherma di bastone italiana, Kendo, Krabi Krabong, Kali, Difesa Personale, ecc.)

 

  1. Tecniche armate complesse (coltelli, armi snodate, 2 armi, ecc.)
  2. Combattimento armato complesso (scherma storica Italiana, Kali, Silat, Difesa Personale, ecc)

 

  1. Tecniche armate contro disarmate e viceversa (Difesa Personale, Jujutsu, Viet Vo Dao, Kung Fu, Krav Maga, Systema, Kali, Silat, ecc.)

 

  1. Combattimento su tutte le distanze -calici, pugni, lotta- (MMA, Difesa Personale, ecc.)
  2. Combattimento con la presenza di almeno un’arma su tutte le distanze (Difesa Personale)
  3. Combattimento contro più avversari (Difesa Personale)

 

N.B. Esistono poi altre abilità secondarie che non elencherò qui e che di solito richiedono dal 10% al 25% di tempo in più una volta consolidata l’abilità di base. Per esempio per un’atleta che conosce le tecniche di calcio di base serve circa il 15% di tempo in più per apprendere anche abilità secondarie come le tecniche di ginocchio.

 

 

Il metodo

 

L’obiettivo di questo articolo è quello di darti una sorta di metodo che in base all’arte che ti interessa ti permetta di capirne grosso modo le tempistiche.

Ci saranno infatti arti che adoperano una, alcune o tutte queste abilità per cui potrai farti un’idea del tempo che ti occorrerà sommando tra di loro i tempi necessari per apprendere le aree di abilità che l’arte cerca di trasmetterti.

Infine ci tengo a precisare che ci sono arti che sviluppano tecniche diverse su aree di abilità simili: per esempio nella lotta in piedi un greco-romanista studia tecniche molto diverse da un Judoca ma anche se gli esercizi sono molto differenti da un’arte all’altra di solito quando si tratta di ore di studio necessarie per diventare bravi i tempi sono abbastanza simili tra di loro.

 

Tutte le abilità di combattimento richiedono prima di padroneggiare la parte tecnica.

Tieni poi presente che le varie abilità vanno apprese nel giusto ordine. Se per esempio il tuo obiettivo è diventare competente nel combattimento su tutte le distanze (abilità 19) come nella Difesa Personale o nell’MMA dovrai aver appreso prima tutta la parte tecnica relativa a calci, pugni, lotta in piedi e lotta terra e infine dovrai già saper combattere nelle singole distanze.

 

 

Iniziamo a dare qualche numero

 

Anche se siamo in Italia, dove spopolano i corsi fuffa di arti marziali tenuti da insegnanti disonesti e improvvisati, voglio per questa prima stima essere molto ottimista e immaginare che l’insegnante a tua disposizione sia uno di quelli buoni.

Immaginando quindi che l’insegnante sia molto competente, abbia un metodo molto strutturato e che segua molto bene i propri allievi allora al nostro atleta dell’esempio (20/35 anni in discreta forma fisica) serviranno circa 100 ore di allenamento per iniziare a naturalizzare una delle abilità di base e circa altre 150 ore se vuole naturalizzare anche le abilità più complessa o di combattimento.

Per esempio per un pugile che inizia a naturalizzare con un minimo di qualità le tecniche e le prime dinamiche di combattimento parliamo di almeno 300 ore di allenamento (120 per le tecniche di braccia, 30 per gli spostamenti e 150 per il combattimento)

Per un praticante di Karate, Kung Fu, Viet Vo Dao, ecc. che voglia fare dei katà (o forme a corpo libero) che prevedono sia calci che pugni e le vuole eseguire con una certa naturalezza parliamo di almeno 300 ore di allenamento (100 per consolidare le tecniche di pugno, 100 per le tecniche di Calcio e 100 per le posizioni delle gambe).

 

Ma dopo 100 ore sono bravo?

 

Diciamo che non sei più un principiante.

Le prime 100 ore, infatti, servono a distinguere un principiante assoluto da un praticante con un’abilità intermedia.

Tra le 100 e le 1000 ore l’abilità del praticante di solito sale dal livello intermedio fino a quello di avanzato.

In alcune scuole intono alle mille ore di allenamento si parla per esempio di gradi importanti come la cintura nera (P.S. non farti però ingannare da chi ti dice che è cintura nera senza specificare quante ore di allenamento ha alle spalle perché nelle scuole peggiori la cintura nera vale meno della carta igienica tant’è che viene data a bambini di 8 anni e a gente che è meno atletica di Homer Simpson. Io per esempio non chiedo mai a una persona: “che cintura sei?” ma chiedo: ”quante ore di allenamento hai fatto?”).

Dalle mille ore in su il livello continua a salire alzando la maestria del praticante e di solito qui possiamo iniziare a parlare di bravura.

Infine, una volta superate le 10 mila ore di solito il livello è davvero ottimo e nella maggior parte dei casi ci si attesta sulla soglia di “world top class” (super esperto).

 

 

Ma mille ore sono un sacco di ore… 

…io speravo di cavarmela con molto meno!!! 

 

Sì hai ragione sono un sacco di ore, ed ecco perché ci sono così tanti articoli e podcast qui su Guerriero Efficace in cui insisto con il fatto che è importante allenarsi, essere costanti, non mollare e trovare buoni insegnanti.

Su quest’ultimo punto ci tengo poi a sottolineare che in base all’incompetenza dell’insegnante e alla scarsa didattica del programma queste ore possono aumentare virtualmente all’infinito.

Vuol dire che dopo più di duemila ore di allenamento potresti essere ancora ad un livello intermedio semplicemente perché l’insegnante non è all’altezza del suo ruolo.

 

Scopri i maestri disonesti

 

 

Ora dovrebbe esserti chiaro perché dico sempre che non può esistere un corso breve di Difesa Personale

 

Se provi a riguardare l’elenco delle 21 abilità di base e a capire quante di queste sono necessarie per potersi difendere ti sarà facile capire perché per esempio per completare un percorso di difesa personale come quello che io insegno con inWarrior servono almeno 10 anni.

Ovviamente questo non significa che prima di 10 anni i miei allievi non sappiano fare nulla, anzi dopo 3 anni combattono abbastanza bene in piedi ma per consolidare le vaie abilità e sviluppare anche la capacità di difendersi in contesti di proiezione, di lotta o di combattimento armato, 10 anni servono tutti.

Chiunque ti dica il contrario ti sta truffando o il suo livello di incompetenza è così elevato da essere lui stesso una vittima di quello che gli è stato venduto quando è diventato istruttore fuffa.

P.s. in Italia, specie nella Difesa Personale, gli insegnanti all’altezza del loro ruolo si contano sulle dita di una mano per cui se non abiti vicino a una di queste mosche bianche e sei interessato alla difesa personale (o semplicemente vuoi capire cosa vuol dire avere la giusta didattica e un programma strutturato che ti faccia risparmiare centinaia di ore e che ti conduca dritto alla meta) prova a dare un’occhiata qui: LINK Però attenzione perché la consapevolezza è una strada a senso unico e quando ti abitui ad un certo livello tornare indietro è davvero dura.

 

 

 

Specializzazione VS Curiosità

 

Molti vogliono capire se è più forte l’arte X o l’arte Y per cui una risposta semplice potrebbe essere:

a parità di preparazione fisica chi ha dedicato più tempo all’allenamento di una specifica abilità ha più possibilità di vittoria.

Quindi, per quanto riguarda l’efficacia: meglio 500 ore in una singola abilità che 50 ore in 10 abilità diverse.

C’è una frase di Bruce Lee che riassume molto bene il tutto:

 

“Dovresti temere molto di più un marzialista che ha tirato diecimila volte lo stesso calcio rispetto ad un altro che ha tirato una sola volta diecimila calci diversi.”

 

Ma attenzione però a non voler fare di tutta l’erba un fascio perché sarebbe da stolti crede che tutti i praticanti al mondo cerchino solo l’efficacia.

Ci sono diversi milioni di marzialisti al modo è com’è giusto che sia ognuno cerca cose diverse dalla sua pratica marziale.

Per molti l’applicazione pratica non riveste un ruolo primario e di solito queste persone sono più interessate ad altri aspetti come la parte artistica o semplicemente eccellere in una singola arte indipendentemente dalla sua efficacia in un ipotetico scontro.

C’è chi ritiene più interessante la varietà dell’allenamento ed è quindi più curioso di provare tecniche nuove più che ripetere quelle vecchie per cercare di diventare efficace e addirittura c’è chi vuole solo l’aspetto salutista o mentale dell’arte.

Ecco perché consiglierei uno sport o un’arte da combattimento in cui si ripetono migliaia di volte gli stessi gesti (Pugilato, MMA, Muay Thai, inWarrior, Sambo, Judo, ecc.) a chi cerca l’efficacia e un’arte tradizionale come il Kung Fu, il Jujutsu, il Viet Vo Dao, ecc. a chi cerca di più l’aspetto artistico ed è curioso di provare molte tecniche diverse.

 

 

La forma fisica e l’età nelle arti marziali

 

Il livello di fitness è sicuramente un modificatore molto importante per cui se una persona non è in buona forma fisica bisogna considerare dalle 100 alle 300 ore per rimettersi in forma.

Di solito consiglio a chi è molto sovrappeso o fuori forma di ritrovare prima un discreto stato di forma fisica e poi una volta raggiunto questo primo traguardo iniziare con il piede giusto con un percorso marziale.

 

Perché?

Lo stesso allenamento fatto da una persona in forma e da una che non lo è produce risultati diametralmente opposti: il primo si rinforza e migliora il secondo si danneggia e si usura.

Per esempio tutti i movimenti marziali, se fatti bene, sollecitano le articolazioni  in modo naturale e senza danneggiarle ma nel primo periodo in cui è normale fare molti errori questi stessi esercizi provocano molto stress per le articolazioni per cui una persona fortemente sovrappeso e senza il giusto tono muscolare rischierebbe solo inutili infortuni invece che rinforzarsi.

L’età è un altro parametro importante e sicuramente a livello motorio è più facile apprendere i movimenti a 15 anni piuttosto che a 40 ma a volte non è così rilevante (specie per le discipline che non prevedono parti acrobatiche) perché capita spesso di trovare 40enni più motivati di certi ragazzi che sulla carta avrebbero tutti i numeri per fare meglio ma che proprio per la scarsa capacità di disciplina ottengono risultati inferiori.

Ovviamente più giovani si inizia con la pratica marziale e meglio è ma posso dirti che l’età è molto importante soprattutto nell’agonismo e nelle arti acrobatiche mentre potrebbe non esserlo in tante arti che ignorano questi due punti.

  

Coordinato, scoordinato, colli di bottiglia e esperienze precedenti

 

Per una persona coordinata è sicuramente più facile apprendere che per una persona scoordinata e quindi posso dirti che se vuoi diventare campione del mondo in qualcosa oltre a più di 10 mila ore di allenamento ti servirà anche un po’ di predisposizione genetica ma se invece non punti a diventare il nuovo Tyson, Bruce Lee o Ueshiba sicuramente con 2 o 3 mila ore diventerai molto bravo e con 10 mila ore diventerai comunque un praticante d’élite.

La scoordinazione è più evidente all’inizio della carriera di marzialista e tende a scomparire dopo le prime mille ore.

I colli di bottiglia invece ti faranno perdere molto tempo e devi contare che saranno sempre un tuo tallone d’Achille.

Col tempo li renderai sempre meno evidenti ma difficilmente eguaglierai una persona che non li ha.

Quando parlo di colli di bottiglia mi riferisco soprattutto a impedimenti di tipo fisico o mentale.

Se per esempio hai un infortunio che ti limita nella motricità, nella vista, nell’udito o hai dei traumi psicologici allora, salvo casi estremi, sicuramente potrai allenarti fino a non renderli più un problema ma per contro difficilmente potrai competere con chi si è allenato il tuo stesso numero di ore e questi problemi non ce li ha.

Ti faccio l’esempio estremo del mio amico Matteo Baraldi che ha perso un braccio in un incidente in moto.

Lui si allena molto ed è molto bravo nonostante abbia un braccio solo ma chiaramente non può essere più forte di un suo compagno di allenamento che si è allenato lo stesso numero di ore e che ha entrambe le braccia.

Fortunatamente però quanto detto per i colli di bottiglia vale anche in positivo per le esperienze precedenti e per i talenti già acquisiti.

Avere abilità in settori simili può dimezzare i tempi di apprendimento.

Se per esempio una persona ha superato le 1000 ore in 10 delle 21 abilità di base impiegherà meno di un terzo del tempo per acquisire le altre 11 rispetto ad un praticante che nelle stesse abilità parte da zero.

Anche per il livello di fitness è così: per esempio tra i miei allievi c’è Moreno Olivieri che è un ex campione italiano di sollevamento pesi e a parità di allenamento la sua forza mostruosa lo rende molto più temibile in combattimento dei suoi compagni.

Infine una certa apertura mentale, una radicata abitudine a studio e apprendimento e una solida disciplina possono velocizzare anche di un buon 20% i tempi di apprendimento.

 

Questi conti valgono anche per l’insegnamento

 

Molti scrivono in commento ai miei video su YouTube o ai podcast che sono molto bravo a spiegare ma se è così non è certo perché sono genio:

di base io potrei essere anche più stupido della media ma ho dedicato così tante ore a fare questa cosa che per forza sono diventato bravo.

14 anni a insegnare da professionista significano almeno 20 mila ore a fare e spiegare arti marziali… se poi facciamo il conto di 22 anni come praticante superiamo tranquillamente le 30 mila ore.

Questa è la ragione per cui sono diventato così esperto nell’insegnamento, sono riuscito a creare una nuova arte e tracciare nuovi standard italiani nella didattica marziale:

non perché sono più furbo degli altri ma perché mi sono impegnato duramente e con costanza.

Per cui chiunque può diventare un insegnante e un praticante migliore di me: basta allenarsi con qualità e superare il mio monte ore.

 

Scopri i maestri disonesti

 

 

La cosa più importante da sapere in assoluto

 

Non pensare troppo a quanto è lunga la strada perché se inizi a contare uno a uno quanti centimetri ti separano da qui all’America ti passa sicuramente la voglia di andarci anche se in prima battuta poteva apparirti una meta di viaggio interessante.

E’ come prospettare a un bambino che si iscrive in prima elementare l’infinità di ore di studio che lo aspettano da di lì fino alla laurea: non ha alcun senso.

Ok, in questo articolo ho risposto alla tua domanda ma ora che sai come stanno le cose ascolta anche quanto ti dirò adesso:

quando hai lo sguadro fisso sul contachilometri per controllare quanto manca alla meta ti perdi tutto il bello del viaggio.

Se quello che fai corrisponde a quello che vuoi allora il tempo non ha importanza e anzi i viaggi più lunghi di solito sono quelli più memorabili, quelli che ti fanno crescere di più, quelli che danno senso alla nostra vita.

Secondo me le cose (indipendentemente dalle arti marziali) stanno grosso modo così :

il tempo scorre sempre, sia che tu stia oziando e sia che tu ti stia allenando.

Per cui non si tratta di vivere una vita di privazioni o di trascorrere ogni istante solo allenandosi ma solo se scegli di usare una buona parte del tuo tempo per impegnarti in qualcosa che ti faccia crescere e migliorare come essere umano proverai vera felicità e guardandoti indietro riuscirai a dare un senso alla tua vita…

…e in questo senso le arti marziali sono forse uno dei più bei viaggi che puoi intraprendere.

 


“oggi sii umile, sorridi e allenati perché presto sarà già domani”

Alla prossima
Enrico Luciolli