Guida pratica – Come scegliere tra Arti Marziali e Sport da Combattimento

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Cominciamo col fare una precisazione: gli sport da combattimento fanno parte delle Arti Marziali.

Per la precisione è bene pensare alle Arti Marziali come all’insieme dato da tre elementi: stili tradizionali, sport da combattimento e sistemi di difesa personale.

Mi sono accorto, in tanti anni di insegnamento, che c’è tanta confusione, specialmente in chi si avvicina per la prima volta al mondo marziale.
Ho pensato quindi di rispondere alle domande che mi sono state poste più di frequente, e fare un po’ di chiarezza sull’argomento.


Quali sono le differenze tra gli Stili Tradizionali e gli Sport da Combattimento?

Ti giro la domanda: perché lo vuoi sapere?

Lo stai facendo per un percorso di crescita personale, perché ami lo sport e il contatto fisico o per sentirti più sicuro in ogni situazione?

È proprio questa la fondamentale differenza.

  • Partiamo col dire che nessuno dei due è la soluzione ideale per imparare a difendersi oggi.

Se non hai però trovato un corso serio di difesa personale e dovessi scegliere quindi come alternativa una delle due, allora punterei sugli sport da combattimento.

Per tornare a tema: gli stili tradizionali sono l’espressione guerriera di un popolo in un contesto storico e culturale, mentre gli sport da combattimento sono pensati per permettere a due avversari di combattere secondo delle regole ben definite in relativa sicurezza.

Davvero gli stili tradizionali non funzionano come difesa personale ma sono più efficaci gli sport da combattimento? Perché?

Se vuoi iniziare a difenderti, un corso serio di difesa personale è la risposta ideale.

Se non riesci a trovare un corso serio piuttosto che frequentarne uno truffa o fare uno stile tradizionale, gli sport da combattimento sono tendenzialmente meglio.

Per quanto ti possa allenare nel tradizionale, la prima volta che qualcuno cerca di spaccarti la faccia rischi di rimanere come una “mucca che fissa il treno”.

Sicuramente lo sparring tipico degli sport da combattimento ti prepara molto di più agli imprevisti: l’aver già sperimentato lo shock di un pugno in faccia può dare quel minimo di esperienza in più che ti consente di andartene con le tue gambe.

Lascia perdere nella difesa personale le cialtronate degli attacchi preordinati: vanno benissimo per insegnare una motricità, ma la realtà non va mai per il verso giusto.
È come pensare di andare in un paese straniero e parlare solo con frasi imparate a memoria: ci puoi forse ordinare un caffè al bar, di certo non sostenere un’argomentazione complessa.

Quindi gli stili tradizionali sono inutili?

Assolutamente no.

Vanno usati per quello che insegnano: grande motricità, disciplina, cultura e crescita personale.

Ma usare uno stile tradizionale a fini di difesa penso che sia come voler andare in bicicletta in America.

Non è impossibile, e nel caso ci riuscissi saresti davvero un grande, ma non è certo il mezzo migliore.

Gli stili tradizionali nascono e si sviluppano all’interno di una determinata cultura, in periodi particolari e in condizioni uniche: nel mondo moderno non vanno bene per la difesa.

  • Un qualsiasi pugile dopo sei mesi di pratica può mettere in seria difficoltà un avversario con qualche anno di stili tradizionali alle spalle.

La chiave dell’efficacia è la specializzazione: essere generalisti, come accade in uno stile tradizionale ricco di tecniche risalenti al medioevo è svantaggioso e più lento da apprendere di uno sport da combattimento incentrato su pochi colpi (o proiezioni) ripetuti fino alla nausea.

  • Per contro i tradizionali hanno di solito programmi mediamente vasti e più interessanti rispetto a molti sport da combattimento.

 

Scopri i maestri disonesti

 

“Ma il maestro del mio amico che fa tradizionale uccide i tori con un pugno” (cit.)

Buon per lui, ha tutta la mia stima, anche se dubito che la LAV la pensi allo stesso modo.
A parte gli scherzi, ci sono davvero dei Maestri capaci di fare cose ai limiti dell’incredibile con uno stile tradizionale, ma sono persone che hanno dedicato la loro intera vita allo studio di uno stile.

Ritorniamo all’esempio della bicicletta: sicuramente qualcuno è arrivato in America pedalando, ma se mi chiedi un consiglio per andarci, insisto sull’aereo (o al massimo via treno e nave).

Ma alla fine, tra i due, quali sono le differenze che dovrebbero farmi scegliere uno stile tradizionale o uno sport da combattimento?

Se cerchi un approccio più centrato sullo sviluppo della disciplina e sei pronto a lavorare su te stesso e sulle tue capacità, ma soprattutto non hai fretta e non senti il bisogno di sfogarti picchiando gli avversari per dimostrare che sei più forte, uno stile tradizionale potrebbe fare al caso tuo.
Se invece non ti interessa la filosofia ma vuoi sfogarti, lavorare sul fisico e imparare a gestire uno scontro in una gara, uno sport da combattimento può darti delle belle soddisfazioni.

Quindi in uno sport da combattimento tutti i valori tipici delle arti marziali vanno a farsi benedire?

Se l’insegnante è appena appena decente e non è uno spaccone, no: le arti marziali insegnano la disciplina, sia che si parli di stili tradizionali, di sport da combattimento o di difesa personale.
Se ti sei fatto questa domanda sei sulla strada giusta: è l’abilità e la professionalità del tuo maestro a fare la differenza, non lo stile o lo sport che fai.

Di palestre di esaltati è pieno il mondo.

Alla fine il film di Karate Kid (quello vecchio), pur facendo pietà a livello marziale, trasmette un concetto importante: l’ambiente e la palestra fanno la differenza.

  • Il rispetto e la disciplina sono uguali in tutte le arti marziali: ci sono o non ci sono.

 

Conclusioni

Se proprio non riesci a scegliere, frequenta uno dei due corsi tra cui sei indeciso per almeno un anno e dopo questo periodo valuta se cambiare (a meno che tu non scopra di essere finito in un corso truffa: in tal caso vattene il prima possibile, a tal proposito iscriviti e scarica la guida rapida ”sette tecniche per scoprire i disonesti delle arti marziali”).

  • Non fare l’errore di decidere in base a una lezione di prova.

Questa, nel 99% dei casi, è completamente inutile.

Meglio praticare con impegno per almeno un anno per acquisire quelle conoscenze di base che ti daranno poi le competenze per aggiustare il tiro nel caso in cui la tua prima scelta non si riveli giusta per te.
Ho visto tanti ragazzi cominciare con gli sport da combattimento, spinti dall’esigenza di autoaffermarsi in una disciplina estremamente fisica, finire innamorati di stili tradizionali.

Allo stesso modo c’è chi inizia un percorso tradizionale e si sposta sulle discipline più sportive.

C’è anche chi decide di praticarli entrambi contemporaneamente.

Non esiste LA strada, esiste LA TUA strada e tutto inizierà a essere più chiaro dopo un anno o due di pratica.

Inizia ad allenarti seriamente in una palestra con delle buone referenze e vedrai che se anche poi deciderai di cambiare non sarà stato tempo sprecato.

 

 

“oggi sii umile, sorridi e allenati perché presto sarà già domani”

Alla prossima
Enrico Luciolli