I 3 motivi per cui i combattimenti al cinema sono diversi da quelli reali

 

Quante volte hai visto combattimenti incredibili ed esaltanti al cinema?

Eroi che incassano come tori e cattivi che sembrano non morire mai…

…questa è Hollywood!

Purtroppo nella realtà le cose sono molto diverse e di solito molto più cruente e pericolose.

 

Perché allora rappresentare qualcosa che non è realistico?

Le arti marziali in tv servono per trasmettere un’emozione e farti capire se l’eroe sta vincendo e se le sta buscando di santa ragione (magari da un avversario tipicamente enorme): lo scopo del combattimento serve a esaltare il protagonista e in qualsiasi caso sono funzionali a trasmettere un concetto.

Sono letteralmente dei messaggi, inseriti apposta affinché chi guarda (e non sa nulla di arti marziali) capisca immediatamente il valore delle forze in gioco.

Lo scopo di una coreografia è quella di avere dei combattimenti quasi plausibili.

Tuttavia, siccome devono essere comprensibili a tutti, tendono a essere molto lontani dalla realtà.

 

Scopri i maestri disonesti

 

Per farla breve, dobbiamo ricordare che un film non è un documentario (e comunque spesso anche i documentari non sono poi così realistici).

Giusto per capirci, facciamo un esempio che poco ha a che fare con le arti marziali: quando mi lanciavo con il paracadute mi accorsi che le scene di lancio nel vuoto che si vedono nei film erano quasi tutte “sbagliate”.

Prendiamo una scena dove due paracadutisti si lanciano, e il primo cerca di sfuggire al secondo. Quasi sempre, in un film, il secondo si metterà in una posizione da superman, con le braccia in avanti, per cercare di afferrare l’altro.

Beh, ti assicuro che se provassi a fare una cosa simile otterreste l’effetto contrario: allungando le braccia aumenterebbe la portanza, allontanandoti di fatto istantaneamente dal tuo obiettivo.

Il punto è che la scena è costruita per rendere evidente allo spettatore la volontà dei paracadutisti, non per essere reale.

In una scena di combattimento il principio è lo stesso: tutto dev’essere leggibile in funzione del messaggio.

Quando Rocky prende un sacco di botte senza cedere da parte di Ivan Drago, il nostro pensiero non va alla verosimiglianza della scena, ma al valore e alla resistenza del protagonista.

In tv esistono due modi principali per rendere un combattimento, e il mix di questi elementi determina una scena ben riuscita.

  1. Il primo è di fare attacchi puliti e ben evidenti, per dare il senso allo spettatore di cosa sta succedendo: assistiamo a movimenti larghi, tecniche comprensibili anche da chi di arti marziali non sa nulla.
  2. Il secondo metodo è opposto: riprese molto vicine fatte per rendere al meglio il senso di confusione in un combattimento.

Più il regista è bravo a mescolare questi due elementi, più lo spettatore si sentirà coinvolto nella sofferenza e nell’ansia del combattimento, salvo poi comprendere in fine cosa è accaduto tramite un eclatante e il più delle volte spettacolare tecnica che consegna la vittoria al protagonista.

Per esigenza di scena il combattimento viene ripreso decine di volte, da diverse angolazioni, e ognuna di queste riprese dev’essere uguale alle altre: per questo si parla di coreografie di combattimento.

Gli attori sanno in ogni momento cosa farà l’altro, come dovranno cascare e cosa succederà nei secondi seguenti. Questo porta a esecuzioni molto pulite e tecniche, comprensibili da tutti – l’elemento di confusione, come ho già detto, è dato da elementi di scena come il sangue o le urla e dalla capacità del regista di montare le varie sequenze.

Inoltre il diverso stile di chi combatte fornisce allo spettatore degli indizi sul personaggio: il grande John McLaine, di Die Hard, è un picchiatore da strada, dalle tecniche poco raffinate e immediate, perché il personaggio DEVE essere scorretto e grezzo.

In The Book of Eli Denzel Washington usa i machete con tecniche di Kali e Silat molto raffinate, che fanno da contrappunto agli attacchi scomposti e selvaggi degli avversari. Il modo di combattere racconta la precisione e la pulizia morale del protagonista contrapposta alla violenza selvaggia dei sacrificabili di turno.

Altra cosa COMPLETAMENTE DIFFERENTE dalla realtà è la gestione dei tempi e delle leggi della fisica. Vediamo combattimenti con pause che non sarebbero possibili nella realtà, così come viene completamente stravolta la resistenza fisica dei combattenti.

Un esempio lampante è il combattimento tra Vin Diesel e Dwayne Johnson in Fast And Furious: con bestioni di quella stazza basterebbero un paio di colpi per rompere ossa e mettere fine al combattimento, mentre assistiamo a un’esaltante scena di diversi minuti in cui due rinoceronti si scornano in maniera incredibilmente virile.

È una fortuna che i combattimenti nei film siano così: rendono il film esaltante, ci tengono col fiato sospeso e mantengono allo stesso tempo lo spettatore al sicuro dalla violenza di un combattimento reale.

Un’aggressione non ha nulla della pulizia di tantissimi film: spesso si conclude in pochissimi secondi, con conseguenze molto gravi.

Un combattimento reale inserito in un film renderebbe la scena sgradevole e difficile da sostenere per la violenza e la crudezza.

 

Scopri i maestri disonesti

 

Quando devi difenderti davvero, è in gioco la tua vita quindi non pensare di poter riprodurre nella realtà quello che vedi sullo schermo.

  • L’unico modo per essere in grado di proteggere te stesso e i tuoi cari è attraverso lo studio e la pratica delle arti marziali.

E’ un percorso che dura anni e che ti insegnerà a destreggiarti tra gli imprevisti…
…perché per quanto bella un tecnica possa apparire al cinema nel mondo reale quasi sicuramente non funzionerà.

 

La realtà è imprevedibile e servono delle vere abilità per difendersi.

 

Il mio consiglio è: inizia ad allenarti seriamente con le arti marziali e la difesa personale e poi chissà…

…oltre a diventare capace di difendere te stesso e le persone a cui vuoi bene…

…magari tra qualche anno sarai così bravo da essere chiamato a Hollywood o a Cinecittà per fare tu stesso la coreografia del combattimento in un film!

 


“oggi sii umile, sorridi e allenati perché presto sarà già domani”

Alla prossima
Enrico Luciolli