Ecco perché RedBull dovrebbe sponsorizzare chi si difende da un coltello

 

Cristoforo Colombo, la BMX e la Redbull

Prova a immaginare, per un momento questo scenario:

E’ ora di cena.

Seduto da un lato del tavolo c’è Cristoforo Colombo all’età di vent’anni, mentre dall’altra parte ci sono il padre e la madre.

I genitori hanno appena sentito raccontare dal figlio che lui vorrebbe intraprendere un pericoloso viaggio verso ovest.

la madre, visibilmente sconvolta da quelle parole e preoccupata che possa succedere qualcosa al suo piccolo “bambino”, inizia a respirare in modo affannoso.

Vorrebbe dire subito qualcosa, ma sa che per l’agitazione le uscirebbero di bocca solo sproloqui e insulti molto poco femminili…

…così in un improvviso e fortuito attimo di lucidità, decide di mandare avanti il marito che di solito è quello più calmo dei due.

Per farlo, dato che lui è seduto proprio in fianco a lei, gli da nervosamente una piccola gomitata sul fianco.

Il marito sentendosi colpire, lancia uno sguardo verso la moglie e notando che lei sta iniziando a ribollire come una teiera capisce subito il da farsi.

Così, proprio mentre Cristoforo sta per affondare il morso su un bel pezzo di focaccia, il padre prende la parola e dice in modo diplomatico:

“Sai che c’è Cris?

Io e tua madre vorremmo che lasciassi perdere!

Questa idea che ti sei fatto dell’andare in India passando per il retro…

…non credo che possa funzionare…

Non solo è pericoloso ma per di più non hai nemmeno le competenze necessarie!

Pensaci: non solo non hai mai guidato una nave ma non hai neanche la più pallida idea di come si gestisca un equipaggio.”

A quel punto il nostro amico Cristoforo, che aveva smesso di masticare per ascoltare il padre, riprende ad addentare la sua focaccia e contemporaneamente inizia a pensare tra se e se:

Mio padre effettivamente ha ragione.

Non ho ancora le competenze necessarie per portare a temine un impresa del genere.

Così ci pensa ancora un po’ su e capisce che davanti a se ci sono 3 possibili scenari per risolvere questa situazione:

1) Non partire, e ascoltare il consiglio dei genitori.

2) Partire all’avventura la settimana prossima…

…cioè subito dopo aver acquisito le conoscenze necessarie con il “fantastico” corso che ha trovato in offerta promozionale questa settimana su Groupon-Castiglia a sole 15 monete d’oro.

Corso intensivo di 5 ore per diventare l’esperto navigatore che scoprirà il nuovo mondo!

Grazie a questo corso imparerai in poche ore le 7 tecniche segrete per andare in India passando dalla parte sbagliata!


Il corso è aperto a tutti e non è richiesta nessuna esperienza.

 

3) Rimandare la partenza del viaggio dedicando alla preparazione dell’impresa tutto il tempo ragionevolmente necessario.  Quindi partire solo dopo aver acquisito con lo studio e l’esperienza sul campo tutte le abilità di un abile navigante.

 

Ok! Lo ammetto è uno scenario un po’ surreale ma…

…a parte gli scherzi, volevo riflettere con te su una cosa:

Nessuna delle tre possibilità garantisce il successo al 100% ma i primi due scenari portano solo al fallimento mentre il terzo scenario anche se presenta comunque un rischio elevato è di fatto, l’unico che può portare anche al successo.

Questa consapevolezza si applica a tutte le avventure che un uomo può vivere.

La chiave del successo è la preparazione ma purtroppo è anche sempre la strada più difficile

Rinunciare ad un progetto o affidarsi a scorciatoie e trucchi non è quasi mai una scelta vincente mentre è sempre la scelta meno faticosa.

 

Il più grande nemico della crescita personale è la pigrizia.

  • Non puoi raggiungere un risultato reale e duraturo senza impegnarti a fondo.

 

Ok, ma dove vuoi arrivare?

…e cosa c’entrano le BMX e la Red Bull?

Quante volte sei rimasto affascinato davanti a video di sport estremi, magari di atleti sponsorizzati dalla Red Bull o dalla Monster?

Sembrano imprese da superuomini, vero?

Ho visto, non poco tempo fa, il video di un atleta che compie evoluzioni incredibili con la sua BMX, compreso un doppio salto mortale.

Incredibile!

…sono letteralmente rimasto a bocca aperta!

Io stesso ho praticato diversi sport estremi…

…e ti posso assicurare che non sono cose che si possono imparare in un fine settimana.

Prima di quello vengono centinaia e centinaia di ore di pratica, di cadute e di successi.

Esatto, hai letto bene: di successi.

Ogni piccolo passo, ogni trick in più che impari, ogni evoluzione, è un successo.

Il doppio salto mortale è solo il capolavoro finale.

Tutto quello che c’è nel mezzo è un successo continuo.

Molti pensano che nella vita i grandi successi personali, così come quelli sportivi, finanziari e affettivi si manifestino in maniera improvvisa e grazie a qualche talento o colpo di fortuna.

Questo è il motivo per cui quelle persone credono che esistano trucchi o scorciatoie ma la verità è che nella maggior parte dei casi ad ogni grande successo corrisponde sempre prima una lunga scia di successi minori.

Sì è vero, anche di cadute e anche di fallimenti ma soprattutto di successi.

Le imprese eccezionali si creano un successo alla volta…

…e per perseverare sulla strada del successo occorre molta costanza e continuo allenamento.

Servono delle vere e proprie abilità che non è possibile acquisire in nessun altro modo se non attraverso l’allenamento.

Anche quando si parla di difesa personale i principi sono sempre gli stessi e ti spiego perché:

Per chiudere un salto mortale con una BMX (o con gli sci, con lo snowboard o qualcos’altro di analogo) non basta saper pedalare ma occorre una eccellente motricità.

Le abilità motorie non si possono improvvisare e sono frutto di molti anni di allenamento.

Anche per difendersi da un malintenzionato è la stessa cosa: servono delle abilità che non si possono improvvisare.

 

Scordati le singole tecniche!

L’unica cosa che conta è la motricità.

 

Insegnare la tecnica del doppio salto mortale a chi non sa andare in bici corrisponde a mandarlo a morte.

Solo un atleta di BMX molto esperto potrà tentare l’evoluzione, perché per provare una cosa del genere serve una consapevolezza motoria specifica enorme…

…e la stessa cosa vale anche nella difesa personale quando per esempio si parla di coltello:

imparare a difendersi dal coltello infatti è come imparare il salto mortale con la bici.

 

Non ci si può difendere dal coltello senza una vera abilità.

Il coltello è l’arma più pericolosa che si possa incontrare in una situazione di difesa personale.

Sì è vero: c’è anche la pistola…

….ma è uno scenario che in Italia è statisticamente poco rilevante.

A differenza degli USA, da noi ci sono molte meno armi da fuoco in circolazione e queste di solito vengono usate per sparare da lontano.

E sinceramente se ti sparano da qualche metro di distanza a meno che tu non abbia dei poteri Jedi non c’è molto da fare.

Quindi direi senza timore di smentita che sebbene si possa morire anche più facilmente per colpa di un proiettile, oggi come oggi, in Italia l’arma che ha più senso studiare in un percorso di difesa personale è il coltello e non la pistola.

Tuttavia difendersi da un coltello non è certo una cosa semplice e alla portata di un principiante.

Un coltello causa facilmente gravi ferite anche se chi lo maneggia non ha una preparazione specifica…

…e la realtà di un’aggressione con lama è spesso un assalto furioso.

Bastano pochi centimetri affilati, qualche affondo in preda all’ira e la vittima è in condizioni critiche.

Prova a pensarci: Il coltello non è un’arma da botta, è pericoloso nella fase di attacco (fendente o affondo) ma può essere altrettanto pericoloso anche nel recupero perché può ferire gravemente l’arto con cui ti sei difeso.

È molto leggero e i colpi possono essere portati a velocità maggiore rispetto al pugilato.

Se poi disgraziatamente l’aggressore è esperto nell’utilizzo delle lame, quei piccoli e rapidissimi movimenti di polso possono diventare un incubo.

Pensare di usare il braccio per bloccare può sembrare una soluzione ma, di fatto, non lo è mai:
il movimento di recupero dell’arma per sferrare un secondo attacco si tramuta quasi sempre in un occasione per ferire ulteriormente il difensore.

Fermare il braccio che attacca?

In pratica un suicidio, soprattutto se chi si difende non ha una notevole esperienza.

Disarmare un coltello è in assoluto una delle azioni più complesse di tutto il repertorio marziale.

In qualsiasi caso devi prevedere che ci sarà molto sangue, tuo e dell’aggressore.

Un aggressione con il coltello è uno scenario terribile, con conseguenze psicologiche e fisiche devastanti che non può essere affrontato con leggerezza.

 

 

L’allenamento è indispensabile e i trucchi non funzioneranno!

L’allenamento è l’unica cosa che ti può salvare in una situazione di pericolo dato che abilità e motricità sono le uniche monete di scambio nella difesa personale.

Sono gli unici mezzi che possiedi per sviluppare le capacità e la consapevolezza necessarie a darti una possibilità di riuscita.

Ma questa cosa non è vera solo nella difesa personale, infatti ogni grande impresa ha bisogno di molta preparazione e non di qualche trucco.

La difesa personale è una cosa seria.

Non impossibile, ma SERIA.

Occorre impegno e dedizione: ti consiglio quindi di diffidare di tutti quei corsi che vendono tecniche un tot al chilo.

Un bravo insegnante trasmette principi motori, utilizzando le tecniche come mezzo, non come soluzione a un problema.

La realtà è piena di imprevisti: se non sai far fronte a questi ultimi è impensabile difendersi con efficacia.

 

Scopri i maestri disonesti

 

Tutte le volte che incontri un corso che promette risultati in poco tempo, senza fatica e millantando tecniche efficaci anche per chi è inesperto pensa sempre alla Redbull e ai suoi atleti.

Dopo aver frequentato un corso di poche ore ti getteresti da un grattacielo con una tuta alare senza avere prima alcuna esperienza di paracadutismo?

Spero per te di no…

…e spero anche che se desideri fare qualche esperienza in qualche sport impegnativo come il base jumping o la difesa personale tu non decida di rinunciare solo perché appare troppo difficile.

Il vero errore è porsi dei limiti e impedirsi di iniziare il viaggio

L’ambizione, intesa come sano stimolo a raggiungere un traguardo, è fondamentale per costruire la propria leggenda personale.

Non si tratta di sogni irraggiungibili bensì di lavorare giorno per giorno per crescere, nonostante le avversità che ci si pongono davanti…

…se continuerai a raccontarti che allenarsi non serve a niente o che è troppo difficile allora rimarrai sempre e soltanto vittima delle situazioni.

Per cui i miei consigli sono:

Non agire solo per il necessario ma osa essere ambizioso.

Lascia perdere le scorciatoie e i trucchi.

Inizia ad allenarti davvero per raggiungere gli obiettivi che desideri perché allenarsi per qualcosa di incredibilmente difficile è un esperienza che ti farà crescere tantissimo.

Non importa se non verrai mai aggredito da qualcuno armato di coltello perché prepararsi sia fisicamente che mentalmente per affrontare una situazione del genere ha un impatto enorme sulla tua quotidianità.

Sono allenamenti come questi che ti trasformano giorno dopo giorno in un vero Guerriero.

 

 


“oggi sii umile, sorridi e allenati perché presto sarà già domani”

Alla prossima
Enrico Luciolli